sabato 24 giugno 2017

circospetta

con il marito sono entrata in una nuova fase, quella della circospezione. Mi tengo a distanza, non do per scontato che faccia i suoi piani con me, gli chiedo di volta in volta se ha voglia: se ha voglia di venire al mare (fino a ieri sembrava negativo, stamattina alle sette e mezza, mentre consultavo l'orario dei treni, mi ha detto, partiamo), se ha voglia di salire a mangiare in paese (ho prenotato non appena ha fatto cenno di sì), se ha voglia di vedere il film che stasera c'è al cinema (non si è fatto pregare). Non è l'ideale, e un conto è un week end di routine, un conto sarà affrontare con lui i quattro giorni di vacanza a Lanzarote a partire da mercoledì. O lo lascio o me lo tengo così, un po' spento, a tratti ostile, a tratti quasi disteso. È come se il nostro stagionato rapporto stesse affrontando una malattia; a me sembra in remissione, ma potrebbe anche essere in corso ed esplodere più forte che mai. 

venerdì 23 giugno 2017

con Giuseppina Torregrossa

Giuseppina Torregrossa l'avevo intervistata anni fa sul suo amore per Natalia Ginzburg. Era dicembre ed eravamo in un'affollata fiera del libro. Oggi mi ha sorpreso per il suo bell'aspetto: alta e dritta, abbronzatura perfetta, capello grigio elegantissimo, sorriso contagioso. Abbiamo parlato del suo Cortile nostalgia e poi mi ha detto che in questo periodo vive più volentieri a Palermo che a Roma. Parlando della sua città natale le brillavano gli occhi: fa lì del volontariato all'Alberghiera con gli immigrati e trova che ci sia un'atmosfera di grande fermento. Il contrario della stagnazione romana. Lei con Roma non ha mai avuto un rapporto semplice, mi ha raccontato di esserci arrivata a quattordici anni con il padre magistrato e il resto della famiglia. Abitavano alla Balduina, frequentava una scuola di suore, e a causa del suo accento siciliano era pesantemente discriminata. A un certo punto, per non essere presa in giro, smise del tutto di parlare. Una storia da romanzo: le ho detto che dovrebbe scriverne e mi ha risposto che in parte l'ha fatto in una postfazione a un libro di Camilleri. Ripercorso insieme a lei, che con i suoi personaggi ha un rapporto molto stretto, di tipo materno, Cortile nostalgia mi è piaciuto ancora di più che alla semplice lettura.

giovedì 22 giugno 2017

ho copiato

mi piacerebbe essere una madre inflessibile, tutta principi, di quelle che quando i suoi figli le dicono, ho copiato, s'indignano. Invece, prima viene il sollievo, poi il dubbio, avranno copiato bene?

mercoledì 21 giugno 2017

la carbonara del 7 luglio

a diciotto anni sono stata un mese ospite di una famiglia di amici dei miei genitori in California, a San José. Padre ingegnere, madre insegnante, due figlie, una un po' più grande di me e una un po' più piccola. Secondo i miei era una meravigliosa opportunità di visitare l'America e loro erano entusiasti di avermi; in realtà sono stata scomoda sin dall'inizio: la figlia maggiore non ne voleva sapere di me, con l'altra non avevamo niente da dirci. Madre e figlia si sentivano in dovere di spupazzarmi, facendomi visitare le attrazioni locali. Me la sono cavata leggendo (mi ero portata Don Chisciotte: mai libro mi è stato più caro di questo). Più di trent'anni dopo è arrivato il momento di ricambiare l'ospitalità: Andrea, così si chiama la ragazza di un tempo, ha organizzato un tour europeo con il marito e i tre figli. Il 7 luglio fa tappa a Sperlonga, le ho detto che saranno da me per tutto il week end. Oggi mi ha scritto per avere l'indirizzo preciso e ha timidamente avanzato una richiesta: vorrebbe la pasta alla carbonara perché mia madre una volta gliel'aveva fatta e le era rimasta impressa come l'unico piatto italiano che le piacesse davvero. Io ero qui che pensavo, chissà se apprezzeranno le vongole, la mozzarella. Ora so che devo fare una bella scorta di uova, parmigiano e pancetta; sono già più tranquilla.

martedì 20 giugno 2017

prima del tema di maturità

mi viene un'ansia terribile a pensarci: mio figlio domani di fronte alle tracce dei temi. Faccio il giro largo prima di tornare a casa, mi fermo a prendere il pesce: ai miei tempi si diceva che il fosforo facesse bene al cervello, se fosse vero sarei pure disposta a andare a pescarglielo il tonno. Apro la porta della sua stanza e lo trovo che dorme. Apre un occhio, poi la bocca, e dice, sto riposando. Sono le sette di sera. O si è consumato per il timore di ciò che lo aspetta o se ne infischia e ha solo sonno.

Un adulterio

dopo aver esplorato nella Scuola cattolica il tema della sessualità propria e dei propri coetanei, Edoardo Albinati torna sul tema, affrontando uno degli argomenti letterari per eccellenza, l’adulterio, e proprio  Un adulterio s’intitola il suo libro uscito da Rizzoli. Erri e Clementina sono a Ponza per un week end settembrino. Scopriremo che si conoscono da poco: si sono conosciuti a una festa in cui erano andati senza i rispettivi coniugi, si sono visti quattro o cinque volte e non hanno mai passato una notte insieme.  Non è un’avventura spensierata quella si consuma sull’isola, nonostante l’ardore sessuale dei due ancora giovani protagonisti. Il borsone che Clementina ha riempito con le sue cose, la fa sentire come un ladro con la refurtiva;  per Erri il contatto con il corpo di lei è “tentacolare” e i suoi capelli gli appaiono come “tentacoli”; il blu è “insensato”, il cielo è “muto”.  Mentre lui va veloce in motorino, lei immagina di cadere, urlare, ustionarsi; quando la stringe forte pensa di essere una bambola che si rompe in pezzi; prima di lasciarlo Clementina invita Erri a “ibernare” il loro rapporto, a “sigillare” quello che è successo, gli dice che lui le ha fatto tutto tranne ucciderla.  Una volta stabilito l’ambito metaforico di tipo tombale, Albinati analizza le diverse reazioni dell’uomo e della donna rispetto al tema del tradimento. All’inizio ci presenta Clementina più propensa a soffrire al pensiero della moglie di lui, più distaccata dal proprio marito, e intenta a chiedersi se Erri sia uno qualunque o una persona speciale; poi rovescia le carte e ci descrive il personaggio femminile pronto a rientrare nella sua vita come un guanto, e il personaggio maschile intento a farsi il film di una vita alternativa. In fondo l’adulterio in questo libro non è che lo specchio di un’ineludibile insoddisfazione di fondo: a chi basta essere quello che ha voluto essere in un certo momento, quante parti di noi soffochiamo pur di condividere la nostra esistenza con  quella di un altra persona?